Intemporal Duets

 

Arts on Chairs, Paredes, Portogallo.

Anno: 2012

Realizzato da VIRIATO Hotel Contrat

 

Esposta: Triennale Design Museum Settima Edizione (Aprile 2014, Febbraio 2015) a cura di Silvana Annicchiarico e Beppe Finessi.

 

Il destinatário di questo progetto é Manoel de Oliveira che mi há chiesto “una sedia per pensare”.

Una sedia per pensare è una sedia che deve permettere una posizione  del corpo  anche inclinata, non  solo eretta, in modo da poter appoggiare tutta la schiena e anche la testa  che devono essere completamente adagiate, sostenute in posizione di riposo…. per meglio pensare.

Questo corpo adagiato  comporta un poggia piedi   e in questa posizione le braccia devono poter  trovare  un appoggio che è diverso da quello della posizione  della schiena eretta. Il tema della sedia in legno diversamente inclinabile ha dei precedenti importanti nella storia della sedia :la “Sitz machine” di Josef Hofmann del 1905 prodotta da Jacob & Josef Khon e “La siesta medizinal “ di Hans and Wassili Luchardt. del 1938  prodotta da Thonet AG. La prima prevede una variazione dell’inclinazione manuale,spostando lo schienale sulle diverse posizioni,la seconda è una sedia a sdraio con  una divesa inclinazione generata dal movimento del corpo.

Anche INTEMPORAL ,pur restando una sedia   vuole offrire a  Manoel de Oliveira la possibilitá di adagiarsi  sullo schienale , gradualmente, sempre  sostenuto, nelle diverse posizioni,  da due enfatici braccioli che,aiutano il sollevarsi e diventano poi poggia gomiti. Lo schienale cede sotto il peso del corpo perché realizzato con un particolare stratificato in betulla ,prodotto in Finlandia, leggero, normalmente usato nell’aereomodellismo, un legno sofisticato che offre sia flessibilitá e elasticitá che resistenza alla rottura anche sui piccoli spessori (in questo caso 5mm).

 La deformazione dello schienale è accompagnata da una leva incernierata sul bordo posteriore del sedile  che aiuta e regola  l’inclinazione dello schienale al variare dell’inclinazione del sedile ottenuta spostando l’appoggio del corpo. La leva  garantisce un angolo sedile/ schienale ottimale.     

 Il resto  della sedia é un testo figurativo molto articolato e complesso come sono i testi ,le storie, i personaggi e i paesaggi dei film di Manoel de Oliveira e  come  cercano di essere i miei utensili : dei prodotti che si raccontano e si scoprono nell’uso. Qui come in altri miei progetti  i materiali inanimati  ma “naturali”,in questo caso: legno,lino sisal o paglia,cuoio, alluminio,si modellano   e acquistano forme   plastiche sensuali  capaci di accogliere un corpo animato e   raccontare nella complessitá dell’articolazione delle parti ,il piacere dell’uso. Il dialogo tra la forma del corpo e la forma dell’utensile  e´ cosi la ragione prima  anche di questo progetto.Il bracciolo è  allora,ad esempio, un legno massello di pino portoghese,perché questo progetto propone di valorizzare i materiali locali,del distretto di Paredes,ed  è  scavato, modellato in funzione  dalle diverse posizioni dell’appoggio delle braccia al variare della posizione dello schienale.Il poggia testa è quasi un fiore di petali di cuoio su cui morbidamente  adagiare una mente che pensa.

Tra lo stratificato di betulla e il corpo di chi si siede  è previsto un telo in lino grezzo,un amortizzatore tra la durezza del legno e la morbidezza del corpo che per la prorpietá del lino puó   eliminare il rischio di sudore L’alluminio come il legno è un materiale perfettamente  riciclabile e per questo attuale,contemporaneo. Ho studiato giunti di connessione legno/ alluminio fatti in legno  povero ma duro (robinia) e collante,in alternativa a quelli normalmente usati, in plastica rigida stampata o in pressofusione di alluminio. I giunti sono   resi intenzionalmente  visibili nel disegno della sedia, (di solito il giunto viene occultato all’interno dei materiali giuntati) per mostrare  sia la necessitá oggi di dare forma anche al disassemblaggio delle parti  e  sia promuovere l’attualita di questa combinazione  legno/alluminio  che arrichisce moltissimo  possibili nuove   applicazioni del legno. Il legno massello dei braccioli  è finito con  superfici  lucidate ma non col poliestere bensi   cerate nelle parti  a contatto col corpo e  ha superfici segate e levigate ma lasciate grezze  nelle parti non a contatto del corpo per mostrare la ricchezza figurativa di questo materilae e il fascino di un non finito,che si colora dell’uso  nel tempo, pregio dei  soli materiali naturali.

Questa sedia non è un prodotto ma una esercitazione di design : il disegno di  un utensile sperimentale  progettato per  un singolo utente d’eccezione ,da realizzarsi in cinque copie.Cerca di mostrare come i materiali naturali,e il legno in particolare é un materiale versatile  da riscoprire oggi e arricchire di nuova ricerca e cerca altresi di dichiarare che i prodotti devono essere progettati per il piacere di abitare e qui “pensare “(Paolo Deganello 03,08,12)

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