Lampade Aurore

 

Anno:    1985

Produttore:    Venini



L’“Aurora ellittica” è una lampada che sostituisce un quadro, nasce da una cornice rotta sul muro. Diventa un grande riflettore a forma di ellisse irregolare in lamiera di alluminio rivestita di microsfere di vetro normalmente usate per la sabbiatura. Al centro dell’ellisse irregolare c’è una alogena da 150 watt che spara luce sulle sfere di vetro che la diffondono in tutte le direzioni. Quando la lampada è spenta un piccolo raggio di luce naturale presente nella stanza è sufficiente per rendere brillante la grande ellisse così questa superficie brilla anche senza luce. La sorgente di luce è schermata da un pezzo di vetro soffiato, tagliato a caldo come solo i maestri vetrai di Murano sanno fare, inevitabilmente sempre diverso dà la dimensione manuale di questo prodotto. L’ellisse in quanto irregolare è difficile farla sempre uguale con macchine di taglio meccaniche e facilissimo con macchine a controllo numerico.

L’ellisse irregolare fatta dall’elettronica dialoga e convive con il pezzo di vetro fatto a mano. Volevo ridicolizzare quell’ideologia modernista che vedeva nel fatto a mano un sinonimo di arretratezza e sostenere che l’elettronica e

il fatto a mano, il fare artistico, sono le due prospettive tecnologicamente avanzate dell’era digitale. L’interruttore è un uovo schiacciato e contiene sulla superficie un led e un pulsante da computer e all’interno un comando di una

memoria che permette di graduare e fermare l’intensità luminosa della lampadina. Il mio uovo si confronta con l’uovo della Madonna di Guido da Montefeltro di Piero della Francesca. Li segna un centro, una fiducia nell’ordine prospettico, io ho sempre disegnato forme e spazi in cui la rigidità dello spazio prospettico si dissolve nel continuo cambiamento del punto di vista e ho disegnato molti ambienti in finta prospettiva, questo è un uovo rotto o meglio schiacciato e deformato dal dito che ha perso finalmente il suo centro.
L’“Aurora triangolare” ripropone lo stesso progetto ma aggiunge un ulteriore acquisizione tappa uno spigolo dello spazio cubico. Gli spigoli ci permettono di percepire la dimensione dello spazio cubico, se ne occultiamo uno con

la luce la sua rigidità viene meno.