Poltrona Torso

 

Anno:    1982

Produttore:    Cassina


I valori estetici possono essere usati contro i disvalori economici e produttivi.

Il tema di questo progetto è il dialogo tra un corpo inanimato, prodotto industrialmente, e il corpo animato di chi vi si siede, dove questo, attraverso il movimento domina, piega, fino a imporre forma al corpo inanimato.
Non è una scocca in plastica ma un insieme di incastri di due forme morbide, rivestite, calde, avvolgenti, dotate ognuna di possibili variazioni.
Più che l’oggetto singolo, il modello, si progetta una logica compositiva, un tipo di incastro di due forme dotate di possibili variazioni formali.
Ognuna di queste due forme può essere diversamente ritagliata fino a dare schienali simmetrici e asimmetrici, alti e bassi, e sedili con bracciolo o senza o, ancora, con una deformazione di questi fino a sorreggere le gambe.
E’ un insieme di forme trovate, non rigidamente definite, almeno concettualmente ulteriormente modificabili, non ha l’autorità, la rigidità e l’aridità dei modelli imposti da una tecnologia definita, sono forme diversamente ritagliate seguendo col disegno il movimento di un corpo che trova diversi supporti nelle diverse posizioni di seduta.
Si vuole un paesaggio di forme non asettiche, bianche, geometriche, oggettive, accettabili da una molteplicità di consumatori, ma fortemente caratterizzate, la cui scelta da parte del consumatore sia una dichiarazione forte di identità; forme sensuali, calde, variamente colorate e decorate, dove il corpo è invogliato a muoversi a cercare la propria posizione, a strusciare sentendosi avvolto.

 

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